Arrivederci, Padre Vincenzo

Il nostro ricordo di Padre Vincenzo, missionario satrianese in Giappone scomparso negli scorsi giorni

Nel luglio del 1974 il pavimento della nostra chiesa madre si era improvvisamente gonfiato per delle infiltrazioni d’acqua e don Ugo fu costretto a nasconderne una parte sotto i tappeti. Tuttavia, nessuno si preoccupava troppo di questo problema, perché tutti erano presi dallo spettacolo di fede di un giovane che, tramite l’imposizione delle mani di mons. Sorrentino, veniva ammesso all’ordine sacerdotale e si preparava a partire in missione.

Quel giovane era padre Vincenzo Pascale, scomparso nei giorni scorsi in Giappone, dove ha trascorso gran parte della sua vita. Vi arrivò nell’autunno del 1975 e vi rimase fino al 1987 quando fu destinato per qualche anno ad una comunità nella città di Sassari. Ma il suo cuore batteva per la missione e così appena gli fu possibile, nel ’90, fece ritorno in Giappone, dove ha continuato a servire fino alla fine dei suoi giorni.

La Chiesa Cattolica in Giappone viene da una storia antica, fatta di persecuzioni e sofferenza, come racconta lo scrittore Shusaku Endo in un suo romanzo da cui Martin Scorsese ha tratto ispirazione per il suo celebre film Silence. Oggi i cattolici in Giappone sono circa un mezzo milione e non costituiscono dunque neanche l’1% della popolazione di quel paese. Ciononostante, essi non sono più “cristiani nascosti” ma parte integrante della società e della cultura, partecipando attivamente anche alla vita politica del Paese del Sol Levante, che ha avuto fra i suoi primi ministri vari cattolici.

Padre Vincenzo tornava a Satriano almeno una volta all’anno, fino alla dipartita della madre avvenuta qualche anno fa. Di queste visite ne ricordiamo con affetto e simpatia una in particolare, in cui venne accompagnato da parte della sua comunità. Fu commovente toccare con mano la gioia ancora viva causata dall’incontro col papa a Roma o constatare lo stupore, anche un po’ ingenuo, che gli proveniva dall’ammirare la nostra chiesa quasi si trattasse di una grande cattedrale dell’Occidente. Alla fine della messa ci regalarono un canto che non conclusero, ma soffocarono in lacrime di gioia.

Molti di noi capirono allora veramente cosa significa appartenere alla Chiesa Cattolica, a un’Istituzione universale che unisce uomini e donne di tutti gli angoli della terra, persone che non parlano la stessa lingua ma che si comprendono comunque, che non si conoscono e tuttavia si riconoscono, che sanno di appartenere alla stessa famiglia.

Padre Vincenzo riposerà lì in Giappone, nella sua seconda patria, rimanendo vicino alla comunità a cui ha dedicato la sua intera esistenza. Noi lo ricordiamo con affetto e gratitudine, come un uomo semplice e riservato, ma saldo e sincero.

Una messa in suffragio sarà celebrata in chiesa madre in concomitanza col suo funerale in Giappone: il 15 giugno alle ore 18:00.

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