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Dove eravamo rimasti

Dove eravamo rimasti, disse anni fa Enzo Tortora, ritornando in televisione dopo la dolorosa vicenda che lo aveva colpito.

Ora, nonostante noi a differenza del celebre conduttore non siamo ancora finiti in galera, è però evidente che negli ultimi mesi siamo un po’ spariti dai radar. Abbiamo ritenuto opportuno lasciare lo spazio e il protagonismo a chi ha deciso di mettere la faccia in una competizione elettorale così difficile.

A distanza di qualche giorno dalle elezioni dovete però permetterci qualche considerazione sugli ultimi anni. Quando nel 2019 si è verificata quella drammatica situazione, ci siamo trovati davanti a un dilemma: fare finta di niente, magari cedere alle lusinghe, o conservare la nostra indipendenza di pensiero e di azione. Ovviamente, per carattere personale e per convinzioni profonde, come del resto voi tutti sapete, non potevamo che scegliere la seconda opzione. Sono stati anni lunghi, esaltanti e difficili allo stesso tempo, che ci hanno permesso di conoscere meglio il nostro paese. Sono stati anni divertenti. Tanti di voi, spesso in maniera discreta e quasi nascosta, ci hanno chiesto di andare avanti, dandoci il carburante e l’energia per non fermarci. Per questo sapevamo che, al di là delle battute e dall’opera di scoraggiamento messa in atto da chi non era un nostro estimatore, il terreno stava accogliendo il seme che gettavamo. Sul nostro operato si può dire e pensare quello che si vuole ma non si può negare che se non fosse stato per il modesto lavoro fatto da noi e da altri amici, per cinque anni i Satrianesi non avrebbero avuto una voce critica da ascoltare.

Questo è un fatto, e i fatti prima che essere giudicati vanno constatati.

Veniamo alle cose più recenti. Il sindaco ci ha dedicato qualche dolce parola nel suo comizio finale. Ce lo aspettavamo, e abbiamo anche gradito il pensiero e l’affetto. Per il resto non ci è piaciuto molto, lo abbiamo trovato un po’ livoroso e a tratti anche vendicativo, privo di qualsiasi ironia, ma pieno di attacchi (che hanno occupato la maggior parte del suo discorso) diretti alle singole persone. Non abbiamo sentito un’emozione, un sogno per Satriano, una prospettiva, ma solo un lungo e a volte confuso tentativo di ferire, mortificare e screditare uno a uno gli oppositori. Però, siccome qui siamo tutti grandi e vaccinati e siccome il sindaco ha ripetuto 5 o 6 volte che gli veniva da sorridere e il sorriso unisce tutti, facciamo finita di niente.

Ci capirete quindi se evitiamo di commentare, ma ci limitiamo a constatare che abbiamo avuto la conferma di quello che pensiamo da cinque anni: il sindaco non gradisce l’opposizione. Ci è sembrato in alcuni momenti che non lo infastidisca soltanto, cosa umana e comprensibile, l’eventualità di poter perdere, ma già solo il fatto che qualcuno abbia avuto l’ardire di candidarsi. Lo ribadiamo a scanso di equivoci, si tratta di una nostra impressione, che però francamente ci inquieta un po’.

Per quanto riguarda l’altra lista, vogliamo solo dire grazie. Grazie perché con il vostro impegno avete permesso che il monopartitismo rimanesse una brutta parentesi nel nostro paese e non la regola. Grazie davvero, è un risultato che nelle difficili condizioni in cui vi siete trovati vale una vita di politica. Grazie per aver scelto ciò che vi è apparso giusto e non ciò che sembrava comodo. Di questo la storia di Satriano vi renderà merito.

Per quanto ci riguarda ci teniamo a tranquillizzare tanto chi ci stima quanto il sindaco, che tanto ha apprezzato la nostra compagnia, sul fatto che non abbiamo intenzione di sparire. Resteremo dove siamo, con le nostre convinzioni e i nostri valori. Tenteremo di essere ancora e sempre liberi e forti.

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