Ciao Giovanni

Se ne è andato in silenzio, a 94 anni, lontano dalla sua terra che salutò nel 1953 per iniziare la sua carriera in Polizia. Se ne è andato mentre tutti noi, ancora intontiti e disorientati da quest’ultima terribile ondata di contagi, arranchiamo nel tentativo di recuperare una normale quotidianità che ci è negata da ormai due anni. Se ne è andato forse con quella amarezza di non esser riuscito a dare alla luce la sua opera, forse più grande, che lo teneva impegnato da oltre 30 anni. Aveva infatti in mente di pubblicare un dizionario in vernacolo satrianese. Un lavoro faraonico in cui avrebbe raccolto tutti i lemmi del nostro dialetto. È tornato alla casa del Padre senza darci la possibilità di salutarlo per l’ultima volta e di godere ancora dei suoi racconti incredibili.

Ci sarebbe piaciuto poter tornare a commentare con lui il festival di Sanremo, quest’anno arricchito della presenza della sua Elisa che torna all’Ariston dopo 21 anni di assenza. Chi lo ha vissuto sa che Elisa per lui ha rappresentato sempre motivo di grande orgoglio e di immensa gioia. Le prime esibizioni in pubblico della cantante di Monfalcone, appena adolescente, infatti si tennero in alcune edizioni del Cantafestival, un contest canoro che proprio Giovanni ideò e organizzò. La sua passione per la musica lo portò a essere insignito del prestigioso riconoscimento di Ufficiale all’Ordine “al merito della Repubblica”.

Che bello sarebbe stato seguire il festival con lui e vedere i suoi occhi celesti riempirsi di lacrime alla visione di questa cantante, la cui canzone sta riscuotendo apprezzamento e successo. Ci dispiace che nella sua collezione di dischi e cd del festival di Sanremo sin dalla prima edizione, manchi l’edizione 2022.

Domani nel Duomo di Monfalcone si terranno i funerali e le persone del posto potranno salutarlo per l’ultima volta. A noi che viviamo questo momento raccolti nei ricordi ci piace immaginarlo con un enorme sorriso stampato sul volto proprio come il suo “U muort ca rir”, consci però di non poter assistere al quel colpo di scena previsto dal copione di quello spettacolo che tante risate di gioia e meraviglia ha regalato a noi satrianesi.

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